domenica 10 aprile 2016

Vocazione: se chiamo, rispondi?


«Se tu ci sarai 
io ci sarò»

Vocazione è… rispondere all'amore! Stiamo parlando però di qualcosa di grande: rispondere non è facile perché l'amore è impegnativo; l'amore cresce, si fortifica nella buona sorte e nelle avversità, nei giorni grigi e in quelli allegri!

Certo, si risponde se si ama, si risponde se si scopre di essere amati, si risponde nell'amore, in un Amore capace di cambiare la vita, di farla fiorire, di farla risorgere! 

Ma quante paure ci sono nel cuore!!! Quando si inizia a percepire che Dio davvero mi sta amando, che Lui davvero ha dato la sua vita per me, che continua ad accompagnare i miei passi, che mi prende per mano nel cammino… quando la sua Parola che parla nella Scrittura, nelle situazioni, nelle persone che incontro, negli eventi che vivo, inizia a risuonarmi con forza e inizia a ripetermi: «Seguimi»; ecco che la paura si fa forte!!! 

Ma cosa vuol dire: seguimi? Non lo dici forse a ogni cristiano, Signore!? Certo che sì, ma per me, per la mia vita, cosa vuol dire nello specifico «Seguimi»? Tanti sono i modi per rispondere a questo invito, ma ce n'è uno che è proprio per me, per la mia vita, perché io possa viverla in pienezza! E se seguirti volesse dire lasciare tutto e mettermi tra le Tue mani? Come uscire dalla paura? Come affrontarla?  Ed ecco che insieme alla parola risposta se ne aggiunge un'altra, che rende la prima possibile, ed è fiducia

«Se ci sarai, io ci sarò»… perché Dio è affidabile e il suo Amore non viene meno!

È questa l'esperienza che ha vissuto san Francesco, lui che aveva grandi sogni: voleva diventare cavaliere, persona affermata nella società… ma mentre cercava di realizzare il suo sogno, ecco che, nel suo viaggio verso la Puglia, irrompe un altro sogno, quello di Dio; e di notte una voce gli domanda chi davvero egli vuole seguire, se il servo o il padrone! Francesco risponde: «Il padrone» (FF 1401)! Ed ecco l'invito a tornare a casa. 

Francesco desiderava, come ogni uomo, una vita felice, realizzata, piena; ma un po' per volta si accorgerà che quel suo desiderio di essere cavaliere non lo avrebbe condotto a quella felicità profonda!

E così si fida di quelle parole che gli sono state rivolte, ritorna a casa e attende… un passo dopo l'altro il Signore gli indicherà la strada! Tutta la sua vita sarà un continuo affidarsi e fidarsi, ancor più quando il cammino sarà difficile, incerto o quando non riuscirà a capire bene! 

Pensate, dinanzi agli occhi aperti del Crocifisso di San Damiano sente un altro invito: «Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina» (FF 593).  E così si rimbocca le maniche e inizia a fare il "muratore": ricostruisce la chiesetta di san Damiano, fa ciò che in quel momento aveva compreso! Ma un passo dopo l’altro, scoprirà che il Signore ha per lui una missione più grande: riparare non la chiesa fatta di pietre, ma quella viva, fatta di persone!

E allora, forza amici, coraggio! Se il Signore chiama, indicherà anche il sentiero… a noi, però, è chiesto di ascoltare la sua presenza negli eventi della nostra vita, di rispondere al suo Amore incondizionato e gratuito con atteggiamento di fiducia… sì, ogni giorno, «nella buona sorte e nelle avversità, nelle gioie e nelle difficoltà» perché «se tu ci sarai io ci sarò».

sr. Maria Rita Vitucci



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