sabato 7 dicembre 2019

Seconda domenica di Avvento


Liturgia del giorno: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38.

"Rallegrati…", "Non temere…", "Eccomi"

Oggi è la festa di Maria Immacolata. Una festa che mi riguarda in prima persona e mi ricorda le promesse più belle che ci sono in ballo per la mia vita! Eppure anch'io che ho detto il mio sì, sempre più mi rendo conto della grandezza e del privilegio che anche io, “comune mortale”, posso vivere con i miei piccoli passi di fede quotidiani e con il mio fidarmi e affidarmi al disegno di Dio. Il sì di Maria alla proposta che Dio le fa è un sì a cui anche io posso aspirare: il primo passo per la santità è fidarsi del progetto d’Amore che Dio ha pensato per me, perché ogni mio sì è preceduto dal sì di Dio che mi sceglie, mi plasma e decide di mettere la sua tenda dentro la mia vita, le mie relazioni, i miei sogni più belli.

Questa grande donna mi ricorda che anche noi siamo chiamati a fare sempre più spazio alla grazia di Dio, che alla fine è il suo Amore, l’unica cosa capace di eliminare la nostra tristezza, dare luce al nostro buio e donarci la purezza del cuore. Più lasciamo che Dio prenda spazio in noi scegliendo di vivere ogni giorno la bellezza e la misericordia, e meno sarà il tempo e lo spazio che dedichiamo al male e alla infelicità. “Rallegrati” infatti, è il contrario della tristezza, e viene rivolta anche a me: “Rallegrati, piena di grazia!”, gioisca la tua anima, perché Dio vuole abitare in te, con tutta la sua luce! Dio ti ha creato per la gioia e per l’eternità, non per la morte. La sua vita è stata un “SI’” alla volontà di Dio anche nel momento del grande dolore quando, sotto la croce, vede morire il suo figlio Gesù.

Nelle parole “Rallegrati e “non temere” c’è tutta l’esperienza di benevolenza, cura, premura, tenerezza e attenzione di Dio per Maria, esperienza che è stata ed è presente anche nella mia vita. Queste parole dell’angelo sono la manifestazione dell’amore tenero, premuroso, reale ed efficace di Dio verso Maria e, attraverso di lei, verso tutta l’umanità e quindi anche verso di me. So bene che Dio ama con i fatti e non a parole… 

Queste parole dimorano anche nella mia vita, sono espressione dell’amore di un Dio che è Padre per me. Dal «Rallegrati» all’«Eccomi» c’è la mia chiamata e la mia risposta, la proposta di Dio e il mio consenso, l’incontro di due libertà che si fondono in un unico progetto di amore. Tutto quello che accade, turbamento, chiarimento, senso di impotenza, segno, conferma, rassicurazione ed invito a «non temere», fa parte dell’esperienza che ciascuno di noi compie di fronte alla scoperta del progetto di Dio. Un progetto che chiede il “Tutto” anche il dolore, la sofferenza. A volte, anche un costo altissimo, ti spoglia di quello che hai di caro. Ti chiede di fidarti, di essere donna dell’ascolto e della preghiera.

Temete il Signore e rendetegli onore.
Il Signore è degno di ricevere la lode e l’onore.
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te”. Amen
 (da Scritti di Francesco d’Assisi, “Laudi e preghiere”: Esortazione alla lode di Dio, FF 265)

sr. Palmira Carraro

Se qualcuno desidera condividere qualche pensiero su questo Vangelo o su altro con sr. Palmira può scrivere a palmiracarraro@virgilio.it




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